martedì 24 ottobre 2017

Premessa a Torre di Hanoi: descrizione di alcuni concetti e strutture matematiche


Ho voluto scoprire e sperimentare una direzione di conoscenza differente da quella che ha caratterizzato sia i miei studi universitari sia i miei interessi, riscoprendo per così dire quell'originario approccio epistemologico da cui mi sono “allontanato” per bizzarre ragioni. Recuperare quest'approccio ha voluto dire per me confrontarmi profondamente sia con alcune strutture strutture filosofiche sia con un'impostazione classica e tradizionale, almeno nel significato che la cultura italiana tra il XIX ed il XX secolo ha dato a questa parola. E devo dire che lo scenario che mi si è (ri)aperto è sì ampio, addirittura così vasto che sento chiaramente quanto esso esula dalle mie realistiche capacità intellettuali, ma anche intrigante ed autenticamente formativo. Ecco allora che il ritorno come un semplice scolaro allo studio della matematica ha per me questo significato, quello della scoperta.
Certo, un ritorno pieno di lacune che cerco a fatica di colmare, consapevole di non potervi rimediare totalmente, ma che mi dà modo di riscoprire attraverso una differente impostazione i temi classici della metafisica e le sfide intellettuali che la fase attuale della civiltà impone a me ed alla mia generazione. Di qui, la riscoperta della teoria dei giochi da una prospettiva ulteriore rispetto al concetto che i miei studi universitari mi avevano consegnato, soprattutto con la filosofia di Ludwig Wittgenstein, ma soprattutto la scoperta di una matematica ricreativa, che pur muovendosi nell'ambito ludico svela alcune fondamentali (e colpevolmente ignorate) strutture matematiche le quali hanno dato un contributo di sviluppo alla nostra attuale civiltà più di quel che si creda. Forse, il mio è un mea culpa che vuole mettere a tacere il peso ed il debito di quelle lacune che sto cercando di combattere oggi, ma qualunque sia il motivo recondito di questo sentimento ciò che conta è la mia personale soddisfazione e piacere di riuscire, nonostante le mie pecche intellettuali, di aprire porte che io stesso credevo di non riuscire a fare: e scusate se questo mio vanto possa apparire a molti vanagloria, chi ha avuto un percorso intellettuale simile al mio potrà capire ciò che sto dicendo, per tutti gli altri l'augurio che si ravvedano nel loro giudizio e con esso anche il giudizio su chi ha scritto queste righe.

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