Le mie letture preferite durante gli anni del liceo erano su tutte i classici della nostra letteratura nazionale e i racconti dell'orrore, quella letteratura che genericamente è stata definita «gothic stories». Ora, nonostante la incipiente senilità, oltre che un rassegnante rimbecillimento – naturale per chi ha ormai prestazioni da “usato a prezzi stracciati” - ed un affievolirsi di un'antica passione, sempre in bilico con il sopraggiungerne di altre più pressanti, tuttosommato non ho perso l'interesse che coltivavo un tempo, anche se adesso mi approccio alla lettura di un'opera solo se mi piace e soprattutto se la «capisco». Il tempo delle letture obbligate di quelle che si facevano per lo più per rendere conto a qualcuno (professori in primis), quelle della formazione di un sapere professionistico o quelle dei cenacoli letterari è ormai tramontato, anche perché le compio solo per il gusto di farle, per il piacere di specchiarmi su questo bagaglio di informazioni meno stolto di quanto potessi esserlo qualche attimo prima, per cui tanto in tanto mi accade di riscoprirne molte di queste “letture”. Una riscoperta che è anche la mia excusatio, ma con la quale colmo le eventuali lacune giovanili che nel tempo si sono formate, preso come ero nel rintracciare nelle “disordinate” letture un filo comune, un tema che si stagliasse in modo assoluto, come verità rivelata e guida dello spirito umano.
Oggi, non ho guide spirituali, né ne cerco (anche se di tanto in tanto ammetto un indicibile bisogno) e ciò che leggo e ciò che scrivo ha la natura dello sperimentatore, dell'esploratore anziché del ricercatore, di un uomo senza scopi particolari tranne quelli ovviamente intrinseci all'esistenza stessa e che si avventura laddove un tempo sognava o sperava di avventurarsi, ma che per una ragione o per un'altra ha procrastinato il viaggio e l'avventura medesima. A ripensarmi, alcuni ricordi mi riportano ad un ometto apparentemente vitale, ma soprattutto voglioso – a tratti anche svogliato - di conoscere – ergo leggere – storie, interventi ed opinioni non necessariamente allineate al pensiero diffuso, da cui sono state prodotte varie – ma non moltissime alla fine – bizzarie, rubricabili forse come un'indisciplinata – lo ero abbastanza, come lo sono adesso tuttavia - vivacità intellettuale.
Ecco qualche scheda o commento di ciò che mi è piaciuto in passato o che mi piace adesso.
Ps.: la lista non è né completa, né esaustiva, né già formulata, ma è un working in progress in linea con la ricerca/riscoperta a cui alludevo, per cui si consideri tutto ciò uno “spazio”, un segmento più o meno esteso in cui concentrare una tipologia di contenuti, quelli che ritengo validi e degni di farsi conoscere.
- Poesia
- Prosa
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