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#FattoreDiDiffusione, #Biologia
L’attualità coinvolge ogni
esistenza, in qualunque forma questa si presenti se come evento di storia, se
come prodotto culturale, oppure come in questi giorni sotto forma di infezione
virale. L’infezione di covid-19, noto alle cronache giornalistiche con il
termine più comprensibile di “coronavirus”, non è di quelli che non hanno
precedenti, perché alcuni anni fa altre infezioni hanno flagellato territori e
popolazioni: in Italia prima di questa la più importante epidemia contagiosa che
si ricordi è quella nota come “epidemia della mucca pazza”, un’epidemia che
colpiva i pascoli bovini, ma che poteva trasmettersi all’uomo con il consumo di
carne dei capi infetti macellati. Fuori dall’Italia più recente vi è stata la
Sars, un’epidemia virale di tipo influenzale, molto simile per certi aspetti
con l’attuale epidemia di covid-19; infatti, la struttura del virus è molto
simile e compatibili sono alcune modalità del virus, che in ogni caso viene
considerato dagli esperti virologi come un ceppo di nuova generazione e di cui
si conosce ben poco.
Un’ignoranza fatale questa da
parte della scienza medica ed in fondo, delle stesse istituzioni mediche
nazionali e internazionali, perché lascia un campo sgombro da controlli nella
comunicazione e nella narrazione intorno al covid-19, identificato solo in
febbraio quando già la diffusione in Cina toccava curve elevate. Il dato più
importante nelle fasi iniziali della vicenda relativa al covid-19 è anzitutto
la portata globale del contagio, nonostante le estreme misure di contenimento
che il governo cinese ha predisposto, ciò non ha potuto evitare la diffusione
del virus e quindi, dell’area soggetta al contagio. L’Italia al comparire nella
scena internazionale la vicenda dell’epidemia cinese aveva unilateralmente
preso provvedimento che a detta del governo nazionale dovevano mettere al
riparo la Nazione, ma come è noto così non è stato. A Codogno, in una provincia
della Lombardia, si registra il primo decesso per covid-19 e l’insorgere del
primo e più importante focolaio infettivo italiano: ad oggi le misure di
quarantena attuate dall’amministrazione locale e regionale hanno permesso
l’estinzione del contagio a Codogno, ma non ovviamente negli altri territori
limitrofi e non solo del territorio nazionale.
Ciò detto, parte della storia
relativa al covid-19 in Italia è parzialmente scritta, in quanto sembra che il
virus sia arrivato in territorio nazionale non dagli oriundi cinesi di ritorno
dal capodanno nei loro rispettivi villaggi o città di origine, ma da un
italiano, proveniente probabilmente dal continente asiatico, di ritorno dalla
Germania e non passando lungo la via commerciale che verrà bloccata dal governo
quando si capirà la potenziale gravità della vicenda. La restante (e triste)
parte di storia è ancora da scrivere, in quanto il conto delle vittime o dei
presunti decessi legati al covid-19 viene aggiornato regolarmente, anche se c’è
sul piano comunicativo una non indifferente confusione sul dato nazionale e su
quello internazionale: ciò confonde e crea una ingiustificata ansia, ma questi
sono effetti della ridondanza del sistema della comunicazione contemporaneo a
cui non è facile abituarsi, anche se lo dovremmo essere da tempo. Pertanto, per
quanto riguarda questo scritto non mi interessa scrivere la storia di questa
infezione, in quanto altri la stanno scrivendo e credo (e spero) con qualche
nozione molto più precisa di quelle che possiede il sottoscritto, mentre mi
interesse ragionare su questa vicenda e su vicende simili da un punto di vista
differente da quello della costruzione (o ricostruzione) narrativa che può
derivarsi dalla comunicazione.
Riferimento di quanto segue è un
capitolo contenuto nel libro del 2002, dal titolo How long is a piece of string? More hidden mathematics of everyday life,
edito in Italia nel 2005 dalla Dedalo Edizioni s.r.l., con il titolo di Coppie, numeri e frattali di Rob
Eastaway e Jeremy Wyndham. Il capitolo in questione ha per oggetto una
descrizione della struttura matematica che vi è alla base dei meccanismi di
diffusione e di contagio biologico: ovviamente una descrizione molto
divulgativa e non particolarmente tecnica. Il capitolo inizia ricordando un
evento storico notissimo, cioè la diffusione in Europa di una letale infezione,
all’epoca soprannominata la Morte Nera, importata dai mercanti genovesi in
Europa e in Italia intorno alla metà del Trecento: in questo caso l’infezione
era stata provocata da un batterio, il Yersinia
pestis, presente nelle pulci dei topi e la cui virulenza era data e amplificata
dalle precarie condizioni igieniche dell’epoca. Sul piano divulgativo gli
autori propongono di accostare l’andamento di una diffusione infettiva con il
fenomeno del gossip, in quanto sistemi biologici e sistema della comunicazione
odierna sono due tipiche e compatibili realtà organizzate i cui procedimenti
agiscono appunto, secondo questa loro struttura. Al pari di un contagio virale
due sono gli aspetti che interessano nella descrizione di questo processo:
- La crescita esponenziale del contagio e quindi della diffusione.
- Il fattore di diffusione.
Per capire cosa siano gli autori
propongono il seguente esempio. Immaginiamo che una persona venga a conoscenza
di un fatto rilevante che coinvolge la propria sfera privata o quella di un suo
conoscente; ed immaginiamo che da parte di questo soggetto ci sia riservatezza
(restrizione costante) nella diffusione del gossip, tanto che la confidenza
viene fatta solo a due dei suoi amici. Se immaginiamo una situazione di
trasmissione del gossip con un intervallo di tempo di mezz’ora e lasciamo al
contempo le stesse restrizioni relative al primo soggetto è possibile
ipotizzare che dopo la seconda mezz’ora le persone coinvolte nel gossip siano
date dalla formula numero di persone che diffondono il gossip soggette alle
restrizioni elevato al numero degli intervalli che scandiscono la diffusione,
vale a dire una funzione esponenziale del tipo y = ax, dove con “a”
si indica un numero reale e positivo diverso da 1, mentre con “x” si indica un
qualsiasi numero reale, ovviamente in rapporto di correlazione con a. Il caso
espresso tuttavia, rivela una condizione della funzione esponenziale y dove il
termine “a” è maggiore di 1, infatti si è detto che è 2, pertanto la scrittura
della funzione sarà la seguente:
y
= 2x (1).
I valori della funzione descrivono
una sequenza numerica che può essere rappresentata da una curva esponenziale, cioè
da un grafico dove tutti i valori della serie compongono i punti di una curva
che ha uno sviluppo ascensionale e positivo. Ora, se si ammette come condizione
che la diffusione del gossip, cioè la confidenza, ha un intervallo di tempo di
mezz’ora, vuol dire che ogni mezz’ora due persone saranno a conoscenza del
gossip e così per tutto l’intervallo di tempo dell’osservazione del fenomeno in
questione (supponiamo una giornata di 24 ore). Assegnando un valore alla
scansione temporale, si ha una serie di valori di questo tipo:
1 + 2 + (22
= 4) + (23 = 8) + (24 = 16) + … + (224 =
16.777.216) = 33554431 (2)
Le funzioni di questo tipo appartengono
alle funzioni a coordinate dipendenti, cioè i valori che vengono inseriti
dentro la stessa struttura sono correlati tra loro e quindi, una modifica di
uno di questi valori determina un cambiamento nel valore correlato ad esso.
Questo genere di strutture a.e., caratterizzano la descrizione
aritmetico-algebrica del comportamento di un corpo che si muove a velocità
costante (moto uniforme e rettilineo), basti considerare il rapporto
aritmetico-algebrico che sussiste tra le tre grandezze fondamentali della Meccanica
Generale, cioè lo spazio, il tempo e la velocità: è sufficiente conoscere due
di queste grandezze per sapere della terza. Di più, la sequenza (2) non è una
semplice somma, ma è una progressione numerica vera e propria, in questo caso
chiamata progressione geometrica. La teoria delle funzioni definisce una
serie numerica in questo modo quella sequenza di numeri per cui “un termine
qualunque [sc.: della serie] è uguale
al primo termine moltiplicato per la potenza della ragione il cui esponente è
uguale al numero dei termini che lo precedono” (definizione tratta da E.
Minaudo – E. Ballerino, Nozioni di
matematica, vol.3,, 1978 Lattes, Torino). Data una sequenza di ragione q
a1,
a2, a3, …, an-1,
an, … (3)
Si ha per definizione
a2
= a1 * q
a3
= a2q = (a1q) * q
= a1q2
a4
= a3q = (a1q2) * q = a1q3
….
Da cui risulta
an = a1 * qn-1 (4).
La scrittura di (2) non è altro
che la somma dei termini di una progressione geometrica, infatti data come ragione (q) il valore di 2, che è la restrizione determinata dal carattere
confidenziale del gossip, e moltiplicando questo per ogni termine della serie
in base alle definizioni elencate si ha appunto il risultato di (2).
Il caso considerato è più
semplificato, ci si limita infatti a calcolare quante persone vengono
effettivamente a conoscenza del gossip e tenendo in considerazione che un arco
di giornata vi sono 24 intervalli, conteggiati dalle 8 del mattino in cui il
primo soggetto (S) apprende la notizia fino alle 8 del mattino seguente, si può
dire che il numero che stiamo cercando è dato dal valore descritto da 224.
Ovviamente viene presupposto che la diffusione del gossip avvenga in modo
costante e senza effettive interferenze o variazioni del procedimento medesimo.
In ogni caso, l’aspetto che è importante rilevare è che l’impatto che il gossip
ha nella formazione di un’opinione dall’alta incidenza pubblica è direttamente
correlato non al numero dei diffusori del gossip, ma dall’effettivo potere
diffusivo del gossip, cioè da ciò che si è indicato come fattore di diffusione.
Consideriamo un’altra situazione. Immaginiamo
che ad apprendere il gossip sia un gruppo di 80 persone, ma che solo il 66% di
esse trasmetta effettivamente la diffusione del gossip. La situazione verrà
rappresentata dalla serie composta dagli iniziali 80 individui, a cui si
aggiungono la 66-esima parte di esse, a cui si aggiungono a loro volta la 66-esima
parte di quelle persone che sono state raggiunte e così via; insomma si ha una
serie del tipo:
80 + (80 x
0,66) + (80 x 0,662) + (80 x 0,663) + (80 x 0,664)
+ … (5).
Quest’ultima rappresentazione fornisce una descrizione più verosimile ad un’ipotetica situazione empirica, tuttavia ciò che occorre notare è che la crescita esponenziale della funzione procede secondo un andamento molto diverso. In questo caso le varie quantità che vengono ad aggiungersi sono sempre più piccole rispetto alle quantità precedenti e soprattutto,se nel caso di (2) si può ipotizzare una crescita all'infinito, inarrestabile e apparentemente senza fine, nella scrittura (5) si può immaginare che ad un certo punto la crescita esponenziale cessi di esserci: infatti, la serie numerica in questione è una serie di tipo convergente, vale a dire che la somma di tutti i termini che compongono la sequenza ha un risultato e che non è infinito. Ciò lo si intuisce dal fattore di diffusione che nella sequenza è dato dal numero 0,66: la crescita della sequenza non è infinita in quanto il fattore di diffusione non è uguale a 1, ma è come si vede, inferiore a 1 (0,66 < 1). Questo significa che la diffusione del gossip ha alcuni ostacoli (resistenza) che ne frenano la diffusione, pertanto maggiori sono questi ostacoli più lenta è la diffusione del gossip: in certe condizioni è auspicabile che questa diffusione si arresti totalmente.
Gli autori generalizzano questa
situazione con la seguente formula:
Numero
totale di persone a conoscenza del gossip = A / (1 – S) (6),
dove la lettera “A” maiuscolo
indica il numero delle persone a conoscenza del gossip, nell’esempio 80, mentre
la lettera “S” è il fattore di diffusione,
cioè la percentuale di 66 divisa per 100, cioè 0,66. Pertanto, applicando le
condizioni di (4) si ha
Numero
totale di persone a conoscenza del gossip = 80 / (1 – 0,66) = 80 /
0,34 = 235.
Contrariamente a quello che l’intuizione possa suggerirci, cioè che il numero elevato di persone è un fattore determinante, ciò che si evince da questa situazione è una rappresentazione opposta, cioè che il numero dei diffusori conta molto poco e che la diffusione del gossip dipende dal fattore di diffusione, cioè dalla presenza o meno di ostacoli che ne rallentano l’azione. Se poi aggiungiamo che la semiotica contemporanea ci ha ampiamente messo in guardia sugli effetti di ridondanza che sono tipici del sistema della comunicazione, ci si rende conto come il danno maggiore di una comunicazione deriva dalla comunicazione stessa e non dal contenuto trasmesso. Inoltre, se si applica questo tipo di ragionamento alle infezioni virali (biologia), si evince che il dato rilevante non è la quantità dei soggetti positivi al virus, ma il suo essere contagioso, cioè il suo potere di proliferare e di diffondersi rapidamente.
La biologia diventa il campo in
cui applicare questo tipo di conoscenze elementari, ma che rivelano
come si compone un certo interesse per quanto riguarda un eventuale uso bellico
(olocausto) dei materiali biologici, soprattutto in scenari di bioterrorismo
e/o di guerra batteriologica urbana o globale. Il riferimento di Eastaway e
Wyndham alla storia Morte Nera è la riproposizione di uno scenario apocalittico
che si è realizzato a causa di alcune condizioni materiali che hanno favorito
la diffusione del virus. Oggi, la virologia distingue due tipi di peste, peste bubbonica e peste polmonare, entrambe causate dal medesimo batterio presente
nei roditori e nelle pulci. Se utilizziamo le semplici nozioni viste prima e ci
si trova in uno scenario di bioterrorismo, si evince a.e., che l’uso bellico di
una delle due forme di peste appare facilmente gestibile, in quanto il periodo
di incubazione della peste bubbonica a.e., è di 2-6 giorni dopo l’esposizione,
ma non lo è per virus come quello del morbillo che ha un periodo di incubazione
più lungo, che oscilla da 1 a 14 giorni, tuttavia l’intervallo di tempo in cui
compaiono i primi segni di contagio è compreso tra i 2 e i 4 giorni. Ciò
significa che il virus del morbillo, pur essendo raramente mortale, ha un
fattore di diffusione più alto della stessa Morte Nera, cioè della peste. Lo
schema che gli autori riportano chiarisce questa situazione.
Fattore di diffusione e periodo di infettività
|
||
Periodo standard di infettività
|
Fattore di diffusione
|
|
HIV
|
4 anni
|
3
|
Vaiolo
|
25 giorni
|
4
|
Influenza
|
5 giorni
|
4
|
Morbillo
|
14 giorni
|
17
|
Eastaway-Wyndham, op.cit.,
p.141
È evidente che bisogna chiarire i
termini di un linguaggio che può ingannarci. Periodo di infettività indica lo
stato di positività al virus o al batterio da parte di un soggetto portatore:
ciò vuol dire che una volta infetti c’è un periodo di incubazione prima che il
virus manifesti la sua presenza. Il fattore di diffusione non indica
l’incubazione, ma indica l’infettività del virus, il suo potere di diffondersi
in altri soggetti, anche se poi rimane incubato nel soggetto infetto per il
periodo sopra indicato. Ciò detto, come si evince dalla tabella la colonna
maggiormente interessante riguarda quella del fattore di diffusione, da cui si
apprende come il virus del morbillo – che ho usato sopra-, pur avendo una
infettività molto blanda, ha di contro un elevato fattore di diffusione, ciò
significa che è estremamente contagioso: in uno scenario di guerra
batteriologica il virus del morbillo è una potenziale arma bellica, proprio a
causa di questa estrema virulenza (cfr. Jake Carson, Surviving Bioterrorism, 2001 [ed.it. Bioterrorismo e armi chimiche. Come sopravvivere, 2003 Edizioni
Piemme Economica].
In base a quanto detto finora, la
correlazione diretta tra la crescita esponenziale ed il fattore di diffusione
lo si può mettere in chiara evidenza pensando che il calcolo del numero
dei nuovi contagiati è il prodotto
ottenuto da due grandezze, il numero delle persone contagiate nel momento
dell’insorgere dell’epidemia (o della pandemia), indicato con la lettere “I”, e
il fattore di diffusione, indicato con la lettera “S”. In sintesi la formula
Nuovi
infettati = I x S (7).
Questa semplice moltiplicazione descrive
l’incidenza del fenomeno e quindi, la virulenza del batterio e la velocità di
diffusione. Su come determinare il fattore di diffusione è la virologia a
stabilirlo, tuttavia ciò che è interessante far notare è che è questo fattore a
delineare l’andamento della crescita esponenziale del fenomeno virale: velocità
e virulenza sono correlate a questo termine. Indipendentemente dal valore crescente
o meno di questo termine, la struttura matematica a cui si riferisce è quella delle
funzioni continue: ciò significa che la crescita esponenziale è un procedimento
costante e descrive un sistema di relazioni tra le grandezze costante. Il
fattore di diffusione (S) infatti, è il termine di una funzione esponenziale che
descrive la trama di interdipendenza (continuo) che sussiste tra i numeri di
una sequenza o tra i valori di una funzione. Ecco allora, che una relazione esponenziale
del tipo
y = ax (8),
che è la forma generalizzata di
(2) e che descrive una funzione a coordinate dipendenti è un sistema di
relazioni costanti che si ripete per tutta la lunghezza della sequenza numerica.
Nel caso in cui il termine “a” sia un numero positivo diverso da 1 e x sia anch’esso un numero positivo, la
funzione che si ottiene è un logaritmo di y in base a. Pertanto, si avrà che
(8) può scriversi nel seguente modo
y = loga x (9).
Ciò significa che come nella
funzione esponenziale il valore di y cambia al variare della potenza, anche
in questo caso il valore del logaritmo, cioè della composizione dei polinomi
che costituiscono la sequenza numerica, cambia anch’esso e assegna uno e un
solo valore alla funzione di y. Questo tipo di funzione è detta funzione
logaritmica. E il grafico che si ottiene è una curva detta curva
logaritmica.
Il ragionare in termini di
logaritmo credo che si intuisca di per sé, essendoci una crescita costante di
valori, cioè di numeri, questa espansione della sequenza avviene tramite un andamento
ricorsivo che si realizza per tutta la lunghezza sella serie: anche nel caso di
un’epidemia il ragionamento è il medesimo, l’infezione si diffonde secondo una
modalità costante e che la teoria delle funzioni dell’attuale modello teorico
descrive in termini di polinomi raggruppati. In tal senso, il fattore di
diffusione descrive questo tipo di situazione, cioè un raggruppamento di
polinomi.
Questo sistema di relazioni
costanti ha un preciso numero di riferimento detto Numero di Eulero,
indicato con la lettera “e” minuscola, dal nome del grande matematico svizzero
che la scoprì e ne definì il funzionamento nelle equazioni esponenziali. Il
numero e, oppure costante e, è un numero irrazionale e trascendente il cui
valore equivale al limite per n
tendente all’infinito dell’espressione
(1
+ 1 / n) n (10)
e che è approssimato al seguente valore
e = 2,7182818284… (11).
Tale numero rappresenta la base
dei logaritmi naturali (cfr. Sandro Caparrini, Eulero. Dai logaritmi alla meccanica razionale, 2016).
A tale numero Martin Gardner
dedica un suo articolo su American
Scientific, oggi contenuto nel quarto volume di Enigmi e giochi matematici (Firenze), spiegandone il funzionamento
facendo appello ad un esempio, poi divenuto un classico nella divulgazione
matematica, molto didascalico, ma altrettanto efficace e cioè quello del
rapporto tra i depositi bancari e l’incremento di valore derivato dai tassi di
interesse applicati dagli istituti a tali depositi. Seguiamo l’esempio di
Gardner.
Immaginiamo di depositare 1 dollaro
in un conto bancario e di vedere come gli interessi applicati a questo dollaro
possano fruttare. In genere, i tassi applicati ad un deposito sono di due tipi,
annuali o composto, questi ultimi hanno un intervallo più corto per il
pagamento e le modalità cambiano a seconda del contratto stipulato con
l’istituto bancario. L’assunto generale è che per un deposito di 25 anni a tasso
annuale del 4% il pagamento a chiusura del conto di un dollaro vedrebbe
crescere detto dollaro a 2 dollari; mentre per un deposito sempre di 25 anni e
sempre al tasso del 4% annuale, ma con pagamento variabile o composto, la
crescita dell’interesse sarebbe per quello stesso dollaro più veloce, perché “più
frequente è la composizione dell’interesse, più rapida è la crescita”
(Gardner). Ciò detto, nel tasso annuale accade che questa crescita del valore
del dollaro depositato è pari ad un incremento di 1/25 all’anno, cioè pari allo
0,04 ogni anno. Pertanto, il rateo annuale che la banca paga ogni anno per
quell’unico dollaro depositato è pari a 1,04, tanto che a fine contratto (dopo
25 anni) la banca pagherà 2,66 dollari su quel dollaro depositato. Per un conto
a tasso composto la situazione è leggermente differente. Le condizioni sono
sempre le stesse, 25 anni e tasso al 4%, ma cambia solo la percentuale del
pagamento del rateo composto, che è stavolta del 2%. In questo caso il rateo
composto pagato dalla banca è pari a (1 + 1 / 50) 50 = 2,69 dollari.
L’incremento è più veloce, anche se altrettanto contenuto come nel caso della
annualità.
Nel calcolo del rateo dell’interesse
si utilizza l’espressione (1 + 1 / n) n,
la stessa sulla quale Eulero determinò il valore della costante che prende il
suo nome. Ciò vuol dire che la crescita del rateo è effetto di una composizione
dove il rateo stesso è una parte dell’intera sequenza numerica di cui è l’incremento;
infatti, l’espressione di Eulero può scriversi nel modo seguente:
1 + 1 / 1!
+ 1 / 2! + 1 / 3! + 1 / 4! + 1 / 5! + 1 / 6! + 1 / 7! + … (12)
[legenda: il segno "!" indica il processo fattoriale, per cui a.e., il numero "3!" si legge "tre fattoriale" e significa 1 x 2 x 3]
L’esempio dell’incremento determinato dal tasso di interesse viene riportato da Eastaway e Wyndham per mettere in rilievo il fatto che alla base del fattore di diffusione non è da escludersi la presenza del numero e, di cui l’incremento del tasso bancario è un’applicazione. Una diffusione virale o semplicemente dell’innocuo (apparentemente) gossip ha un andamento che ricorda proprio il Numero di Eulero, numero che riguarda appunto i procedimenti esponenziali. Ecco allora, che la scrittura (7) può rappresentarsi tenendo in considerazione appunto questa realtà dei procedimenti seriali e il termine S dell’espressione può tradursi in termini di costante di Eulero:
Nuovi
infetti = I x S = I x e (S – 1) (13).
A questo punto, se si dovesse
calcolare quante persone contraggono un’infezione virale nella prima settimana,
basta usare la (13) e si avrà il risultato. Ipotizziamo che 10 persone abbiano
contratto il virus dell’influenza ad inizio settimana; conoscendo in base alla
tabella proposta sopra che il fattore di diffusione è 4 e ricorrendo alla
formula (13) il nuovo conteggio sarà:
Nuovi
infettati = 10 x e (4 - 1)
= 10 x e 3
= 201.
Dopo una sola settimana i nuovi
contagiati di influenza sono 201 persone. Se ipotizziamo una situazione
simile, ma stavolta nei riguardi di un altro batterio o virus, supponiamo il
morbillo, si avrà che:
Nuovi
infettati = 10 x e (17 – 1)
= 10 x e 16
= 88.861.105.
Accostando i due risultati, seppur
in via ipotetica, è evidente che il contagio da morbillo risulta più virulento
dell’influenza e ciò limitatamente alla prima settimana. A questo punto c’è da
chiedersi se questo comportamento perdura nel tempo. La scrittura (11)
rappresenta una serie numerica che in base alla moderna teoria delle funzioni è
una serie convergente, cioè ammette un risultato che esaurisce la somma dei
valori nonostante la lunghezza della stessa sequenza e quindi, ad un certo punto la conta finisce. Il punto è proprio questo. Per
rallentare il processo di espansione della sequenza, e quindi della diffusione
virale, occorre frazionare la potenza, facendole assumere un valore inferiore
ad 1: infatti se il valore di S è pari a 1 il numero dei nuovi infetti rimane
costante, ma se è superiore a 1 (come nei casi indicati) questo numero cresce e l’infezione virale
diventa un’epidemia. Lo scopo è bloccare l’effetto ricorsivo che la stessa
potenza innesca nella produzione della serie numerica e ciò lo si ottiene
tramite il frazionamento della stessa cifra esponenziale. Ciò avviene mediante
l’aggiunta della variabile del periodo indicata con la lettera “T”: l’espansione
numerica di una serie è un processo che avviene non solo in termini di valori,
cioè di numeri, ma anche di spazio, cioè in termini di tempo, per cui incidendo
su questo limite lo sviluppo della stessa serie non solo può rallentare, ma
addirittura arrestarsi.
In tal senso, la scrittura (13)
diventa
Numero
portatori dopo T periodi = I x e (S
– 1) T (14).
Dalla scrittura si comprende che la
costante di Eulero è direttamente correlata al fattore di diffusione S, con il
quale costruisce un sistema di relazioni costante e continuo, ma non lo è
altrettanto con il periodo T, che tende ad ostacolare lo sviluppo della stessa
sequenza. Sul piano aritmetico si può osservare che all’aumentare di T
diminuisce il valore di e e ciò influisce
in modo determinante sulla crescita esponenziale del contagio.
“Il semplice modello di crescita
dell’infezione (e del gossip) appena illustrato è abbastanza accurato nelle
prime fasi di evoluzione. Crescendo il numero dei soggetti contagiati, infatti,
si riduce il numero delle persone che possono ancora essere infettate. Questo è
di per sé sufficiente ad indurre una riduzione del fattore di diffusione.
Altrettanto accade nel caso del pettegolezzo: dopo un certo lasso di tempo,
diventa sempre più difficile trovare qualcuno che non abbia ancora appreso la
notizia, pertanto anche il numero di soggetti che entrano in contatto con
ciascuna fonte diminuisce. L’infettività si riduce con il passare del tempo e,
se i numeri dell’infezione si mantengono sufficientemente bassi, questa può
estinguersi prima di diventare una pandemia”.
(Rob Eastaway – Jeremy Wyndham,
op. cit., pp. 144-45)
Post Scriptum. L’attualità del
covid-19 ha determinato una riscoperta (così dicono) di valori che
sorprendentemente avevano bisogno in un’occasione di questo tipo di essere
evidenziati: povera nazione!… In ogni caso, la narrazione di questi giorni (non
tutta da respingere) è affidata interamente ai buoni sentimenti, ad uno spirito
di nazione e di fratellanza civile che ci si illude di possedere e in
particolare ad iniziative che tentano di costruire una parvenza di socialità e
di solidarietà, seppur tramite i mezzi della virtualità (un non-senso più
sensato di quel che possa apparire, ma sempre un non-senso) e tutto ciò ha
raccolto e in fondo raccoglie ancora (mentre scrivo queste righe nel mio
quartiere c’è musica e canti dai balconi) un consenso trasversale. Ma sempre di
narrazione si tratta e personalmente preferirei diffidare. In tal senso,
guardare alla struttura matematica che può esibire un fenomeno come la
diffusione di un gossip o di un’infezione virale o batterica è il mio modo non
solo di sottrarmi all’assuefazione generale, ma di tenere ben presente che, al
di là della socialità dell’evento (il contagio è un fatto che coinvolge tutti),
i fenomeni di pandemia e di semplice epidemia sono potenti strumenti di
destabilizzazione economica e che influiscono sugli ordinari assetti della
società: più del terrorismo islamico forse a questo punto può fare di più e
meglio un piccolo virus influenzale e a pensarci bene non posso evitare di
riferirmi a certi scenari apocalittici fino ad oggi visti solo sui grandi
schermi dei cinema!






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